Un po’ di San Severino Marche e non solo – lettura ed attività

Da quando mi sono trasferita da Londra a Faversham non faccio altro che pensare quanto, in qualche modo, San Severino e Faversham, apparentemente così lontani e diversi,in qualche modo si assomiglino. Per esempio la cordialità delle persone e la facilità con cui si inizia una conversazione con uno ‘sconosciuto’. Per non parlare del mercato del sabato con la gente che torna a casa verso mezzogiono con la spesa del fruttivendolo locale, col formaggio di zona e a volte anche con la porchetta!Certo il sapore  è diverso perché qui non usano gli odori come il finochietto, ma e’ comunque molto buona… (certo però se potete provare quella italiana fatelo :P)

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Foto by me – Porchetta al mercato di Faversham

PS Nel prossimo post la Sagra della porchetta a San Severino Marche!

 Italian language & culture level B2 – C1


Basilica di San Lorenzo in Doliolo – San Severino Marche 

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Foto by Dario – San Lorenzo in Doliolo

È una delle chiese più antiche e suggestive della città, costruita probabilmente sui resti del tempio della Dea Feronia fra i quali si ritirò a vita eremitica il futuro Vescovo e poi Patrono della città Santo Severino nel VI secolo. L’appellativo “doliolo” deriverebbe dall’usanza, dei monaci che abitavano qui, di offrire del vino al popolo nel “doliolum”, un otre. La chiesa, di imponente e massiccia fattura romanica, fu infatti abbazia benedettina urbana con decine di giurisdizioni nel territorio. In cripta e in sagrestia, ex refettorio del monastero, si trovano moltissimi affreschi dei Salimbeni e della loro scuola. Importante, per il miglior stato di conservazione e per la felicità delle invenzioni, le storie di Sant’Andrea nella cripta e quelle di Sant’Eustachio in sagrestia, entrambe in un sorprendente monocromo seppia; purtroppo in gran parte perduto il monocromo verde dei due voltoni ogivali della sagrestia con storie dei dodici mesi, soggetto certamente adatto alla verve del linguaggio salimbeniano. Bizzarra anche la posizione della torre campanaria, sovrapposta alla facciata, e quindi torre-ingresso, perchè la presenza delle pendici del colle sulla destra impedì altra soluzione; fu costruita al principio del XIV secolo con nel modo tipico delle numerose torri che vennero erette in quel secolo a San Severino (oltre a questa, San Domenico, Sant’Agostino e Duomo Antico): un corpo tozzo, senza guglia, spezzato da una teoria di archetti pensili a centina con una bifora in ogni faccia inscritta in un’arcata cieca. Quest’uniformità architettonica è dovuta alla massiccia attività in quegli anni a San Severino di maestri comacini, forse chiamati dalla signoria smeduccesca.

(tratto dal sito www. http://web.comune.sanseverinomarche.mc.it – scritto da Lorenzo Losito)

Parole difficili 🙂 prova ad abbinare le parole di sinistra con il significato giusto di destra:

1. eremitica a. dei fratelli Salimbeni pittori
2. otre b. fare vita solitaria
3. signoria c. recipiente fatto di pelle di capra
4. massiccia d. di Como, comaschi. Architetti e scultori originari del comasco.
5. refettorio e. ampio locale in cui si consumano i pasti, un sinonimo è  mensa
6. verve f. potere esercitato da un signore su un territorio
7. bizzarra g. vivacità, spigliatezza
8. campanaria h. voluminoso, pesante
9. pendici i. stravagante, che non è usuale
10. tozzo l. vano del campanile in cui sono sistemate le campane
11. comacini m. parte in pendenza di un monte o di un colle
12. smeduccesca n. grosso e largo in maniera eccessiva rispetto all’altezza
13. salimbeniano o. della signoria degli Smeducci

 

 

 

  1.   b    2. ___3. ___ 4. ___5. ___ 6. ___ 7. ___ 8. ____9. ___ 10. ____ 11. ___ 12. ___ 13. ___

Qui trovate l’italiano con l’architettura (I): italiano-con-larchitettura

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Foto by Dario – particolare della cripta – Jacopo Salimbeni “le storie di Sant’Andrea”

 

   

Iniziamo…

TTBI è un progetto che nasce per condividere e trasmettere la passione per la lingua e la cultura italiana.

Sono un’insegnante di lingua e cultura italiana, specializzata nell’insegnamento dell’italiano come lingua straniera, e con molti anni di esperienza in Italia e in UK. Ho lavorato in istituti privati e università; oltre ad insegnare corsi di lingua e cultura italiana organizzo e conduco workshop per insegnanti e per studenti di ogni età.

Con questo blog traccerò un percorso linguistico e culturale che permetta di esplorare il mio Paese attraverso testimonianze e materiali autentici e non banali. Questo percorso è naturalmente dedicato a e pensato per studenti d’italiano di ogni livello, ma anche a/per chi semplicemente ami l’Italia. Ci saranno percorsi e traiettorie diverse, aperte a stimoli e interessi di natura differente: dall’arte, alla musica, al cibo, alla moda, ai paesaggi e alla natura, alle tradizioni, ai dialetti, allo sport e ancor di più.

Attraverseremo l’Italia, tutta: centro, nord, sud e isole. Conoscere significa capire e capire significa avvicinarsi.

Abito in Kent e molto c’è qui in comune con il mio Paese, nonostante i luoghi comuni ci descrivano come molto, ma molto diversi.

Un esempio?

Inizio dal mio paese d’origine: San Severino Marche. Dov’è? Nelle Marche? Cosa sono e dove sono? Una regione nel centro Italia . . .  E nel prossimo post un pò d’informazioni e foto su San Severino, una città d’arte e non solo.

English

Time to be Italian is a project born to share and to convey passion for the Italian language and culture.

I am a teacher of the Italian language and culture, specialising in the teaching of Italian as foreign language with many years’ experience in both Italy and UK. I have worked at both private institutions and university, teaching not only courses of Italian language and culture, but also organising and conduction workshops for teachers and students of all ages.

With this blog I will travel along a linguistic and cultural pathway leading to an exploration of my country trough authentic and interesting materials and testimonials. This pathway is naturally dedicated to and created for students of Italian of every level, but also for those who simply love Italy. There will be a variety of pathways and trajectories open to various natures of interest and stimulus: arts, music, food, fashion, along with voyages trough nature, traditions, dialects, sport and more.

We will travel through Italy: the North, centre, South and Islands. To know means to understand and to understand means to get in touch.

I live in Kent –  a county that shares much in common with my homeland, even if those communal characteristics initially appear to be very different.

An example?

I will start with my hometown – San Severino Marche. Where is it? In the Marche. What is that and where is it? It is a region in central Italy . . . and in the next post will be little information and few photos of San Severino Marche, a city of art and more.

How to order coffee in Italian and some cultural aspect of it – video

How to order coffee in Italian and some cultural aspect of it – video

Ciao a tutti,

It has been a while since my last post. Here I am with a new video! It is the first of a series that you will see in the future. So, if you do not want to miss anything, sign up for my newsletter and you will be the first to see my videos . . . and you will receive a bonus! sign up here

 

 

In this video, I am talking about Italian coffee – how to order it, the type of coffee to order and the meaning of the sentence prendiamo un caffè!

It is very common for Italians to invite a friend or someone we know to prendere un caffè. Remember that it is first just an ‘excuse’ to meet someone and chat for a few minutes/half an hour. When we go to prendere un caffe, the first goal is to spend time together. It doesn’t matter if we really have a coffee or something else.

Apart from this, coffee is a serious part of Italian life. If you ask an Italian what his or her favourite smell is, the response would most often be l‘aroma del caffè quando sale dalla moka (the smell of coffee arising from the cafetiere. An Italian contemporary writer Erri de Luca, for whom I have great respect, wrote in his book I Tre Cavalli, ‘A riempire una stanza basta una caffettiera sul fuoco’ (‘To fill a room, all you need is a cafetiere on the hob’).

Coffee at the bars: it is as well really important for us! going to a bar and order coffee (lungo, ristretto, macchiato etc.). We go there, order coffee at the counter, drink it standing in front of the counter and leave. An action of a few minutes but full of pleasure, routine and tradition.

And you? Have you ever had coffee in Italy? If yes where, would you like to share your experience?

I hope you enjoy the video, and please if you have any questions write them in the comment, I will be happy to reply.

Italian colloquial expressions used in Tuscany

 

Travelling around Italy sometimes can be hard, you think you know the words to communicate (and of course you know them) but you can encounter many colloquialisms and you aren’t sure what they are about.

In this video, you have a few tips about vocabulary you can encounter in some part of Tuscany and Nicla mentioned some traditional dishes too. Nicla is from Livorno and will give you (and us, I learned new thing myself!) some examples of these words/expressions. I had so much fun doing this video and Nicla is an excellent teacher, she is explaining everything just perfectly.

I colloquialismi toscani (livornesi) elencati nel video:

  • il bimbo/a (bambino/a)
  • i vaini (i soldi)
  • murare a secco (non bere niente quando si mangia)

Parole: 

  • la torta di ceci
  • il tortaio (il negozio dove si compra la torta di ceci)

 

Espressione italiana (modi di dire) detta nel video da Nicla: ci metto le mani sul fuoco

vuol dire essere assolutamente certi di una cosa/affermazione. Al contrario, nella forma negativa (non ci metto le mani sul fuoco) si usa per esprimere incertezza e dubbi.

Origine 1: Nel medioevo si usava mettere la mano sul fuoco per attribuire valore di giudizio divino ad una prova.

Origine 2: Deriva da una leggenda romanda: un cittadino tentò di uccidere il Re e, non riuscendoci, si punì bruciando la propria mano sul fuoco

 

Vedi il link per scoprire il mondo della torta di ceci 🙂

 

Risultati immagini per torteria da gagarin

 

 

 

Qui trovate il tortatio, la torta di ceci di cui parla Nicla nel video e la bevanda tipica che potete trovare dal tortaio:

la spuma bionda (bevanda zuccherosa e frizzante)

 

 

 

 

 

Here is more info about a traditional dish from Livorno e Viareggio (Tuscany) mentioned in the video: Il cacciucco 

 

 

 

 

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Watch the video, enjoy it and if you have time leave me comments. Let me know what you think about these words and if you have ever heard them 🙂

 

How to use the Italian verbs ‘parlare’ and ‘dire’

 

 

In the video, I explain the differences between the use of ‘parlare’ and ‘dire’. They are similar verbs but with different meanings and uses.

 

 

PARLARE:

Per comunicare, esprimere pensieri attraverso le parole:

  • Ha solo 4 anni ma parla già così bene; Non parlare in modo volgare; posso cominciare a parlare?; mentre parlo, non mi interrompa!; perché parli senza riflettere?;

Per rivolgersi a qualcuno:

  • Sto parlando con te!;

Per conversare, avere un colloquio con qualcuno, raccontare:

  • Ho parlato tutto il pomeriggio con Emma; dobbiamo parlare della classe d’italiano

DIRE:

Comunicare a parole:

  • posso dirti una cosa?; dimmi tutto sulla vacanza in Giappone!

Dichiarare, esporre:

  • non ho più nulla da dirti; dimmi com’è la tua nuova casa!

Esprimere:

  • come si dice “flower” in italiano? non si dice ‘ho andato’ ma diciamo’ sono andato’

There are many other expressions which use these two verbs. Be sure to catch my next vlog where I will explain some of them! If you have any questions, please leave your comments. 🙂

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All about Vicenza (Veneto) – learn Italian listening to a podcast

Elisabetta tells us of Vicenza and what she likes about it. A nice introduction to this town placed in Veneto. Let’s listen to it 🙂

Vicenza raccontata da Elisabetta Varo

A podcast about Vicenza :-), the podcast is for an upper-intermediate level but you can try to listen to it even if you aren’t too expert in the Italian language, my suggestion, in this case, is to listen only two minutes at a time.

In the audio Elisabetta is talking about:

    • l’architetto Andrea Palladio e le ville palladiane
    • lo stile palladiano è stato utilizzato in edifici successivi, per esempio la Casa Bianca
    • Vicenza e i monumenti di diversi periodi storici a partire dall’Impero romano (presenza criptoportico)
    • l’usanza dei vicentini ma anche degli italiani, quella di camminare su e giù per il centro guardandosi i negozi, prendendo un caffè con tranquillità. Godendosi proprio la vita italiana
    • il Ponte Furo e della magnifica vista che si gode
    • il Santuario della Madonna di Monte Berico
    • la pizza con vista sui colli berici
    • Il baccalà alla vicentina servito con la polenta
    • la grappa, lo spritz e le sue varianti. I vini veneti  come prosecco, il recioto (vino passito) che è il vino da dessert tipico di Vicenza
    • i risotti e molti piatti della tradizione in dialetto quali: i risi e bisi (risotto con i piselli) poenta e osei (polenta e uccellini) gli ossi de Mas-cio (le ossa del maiale)
    • le sagre
    • un tradizione vicentina la Rua (la ruota – la giostra)

If you would like more listening here are two podcast about Rome: 1. What to see in Rome 2. What to do in Rome

 

                                           Do you have any questions about this listening? leave comments and I will be happy to reply